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Vacanze e archeologia: Parco archeologico della necropoli di Fossa (AQ)

Fossa prima del terremoto dell'aprile 2009Portata alla luce all'inizio degli anni Novanta ed oggetto di indagini archeologiche a partire dal 1992, il Parco archeologico della necropoli di Fossa rappresenta una testimonianza esclusiva e tra le meglio conservate dell'Abruzzo protostorico.

La visita al sito rappresenta una tappa molto interessante per gli appassionati di archeologia e non solo, alla scoperta di un passato lontano nel tempo, ma evidente e vicinissimo nello spazio, capace di raccontare la storia del territorio attraverso meravigliose testimonianze materiali.
L'abbondanza di sepolture, delle quali circa 500 sono state scavate nel corso delle indagini curate dalla Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo, si deve al lunghissimo arco cronologico, quasi un millennio, durante il quale la zona fu utilizzata come necropoli.

L'area destinata alle sepolture corrisponde all'attuale località Casale e si articola lungo le sponde del fiume Aterno. Attraverso le campagne di scavo è stato possibile spiegare quattro fasi principali della vita del sito.

Le sepolture più antiche (IX-VIII sec. a.C.) riferibili alla prima età del Ferro si caratterizzano per la spiccata monumentalità, evidente negli enormi tumuli, delimitati da circoli di pietre, di dimensioni variabili fra gli otto e i quindici metri di diametro, destinati agli individui adulti di entrambi i sessi. Si diversificano le tombe maschili per le imponenti stele lapidee allineate, infisse verticalmente nel terreno e disposte ad altezza decrescente. Il significato di questi piccoli menhir resta al momento sconosciuto.

Risultano particolarmente ricchi alcuni corredi che, accanto a forme ceramiche, comuni sia agli uomini che alle donne, si distinguono per i rasoi in bronzo rettangolari e per le armi in ferro (lance e spade) nel caso delle sepolture maschili e per i preziosi ornamenti in ferro, bronzo, ambra e pasta vitrea, delle tombe femminili.

Scompaiono le stele monumentali nelle sepolture del periodo orientalizzante (VIII-VII sec. a.C.), con tumuli meno imponenti, che vengono realizzati sfruttando gli spazi liberi tra quelli preesistenti. Ancor più modeste risultano le tombe in età arcaica (VI sec. a.C.), divenute ormai semplici fosse scavate nel terreno e sprovviste di tumulo.

Si giunge quindi all'ultima fase individuata della necropoli, collocabile tra il IV e il I secolo a.C. Se in un primo momento (prima fase ellenistica IV-III sec. a.C.), si realizzano esclusivamente semplici tombe a fossa contenenti un solo inumato, con corredi privi di armi, ma ricchi di vasellame fittile, spiedi e anelli in ferro, ornamenti in bronzo, ferro, ambra, osso e pasta vitrea, durante la tarda età ellenistica (II-I sec. a.C.) si riconosce una nuova tendenza alla monumentalità.

Le tombe sono a camera, scavate nella pietra e sono destinate alla sistemazione di più individui. Di grande interesse i corredi che hanno restituito persino strumenti da gioco, quali pedine in pietra di diversi colori e dadi in osso. Tra le scoperte più note vi sono tuttavia i letti funerari realizzati in legno e cuoio, sui quali erano applicati caratteristici elementi in osso, con rifinite raffigurazioni zoomorfe e antropomorfe.

 

I templi italici di schiavi d'Abruzzo - (CH)

Panorama di Schiavi d'AbruzzoIl complesso culturale dei Templi Italici di Schiavi d'Abruzzo è uno dei più importanti siti archeologi della regione. Si trova alle pendici del Monte Pizzuto, lungo la strada provinciale che dal fondovalle Trigno sale verso il paese, in località Colle della Torre.

Nell'area, circondata e sostenuta da un muro di cinta, in parte ancora visibile,si trovano due templi affiancati e disposti parallelamente, differenti tra loro per ordine temporale.

Il tempio maggiore risale al III sec. a.C e fu utilizzato come luogo di culto almeno fino al II sec. d.C., misura 21×11 m e, nel lato Sud-Orientale, ha una scalinata d'ingresso. Quello minore è del I sec. d.C., misura 7,40×13,30 m e presenta frontalmente quattro colonne in laterizio e un pavimento in "opus spicatum".

Nell'interno, la cella ha un pavimento in signino rosso e decorazioni geometriche, le cui tessere bianche compongono sulla soglia una iscrizione dedicatoria in lingua osca, G.Paapiis Mitileis, riferenti probabilmente al costruttore. Recenti indagini archeologiche hanno consentito di riportare alla luce un altare in muratore, antistante il tempio minore, una necropoli utilizzata dal X sec. a.C. alla piena età romana, ed un altro edificio sacro.

Oggi è visibile anche la torre medievale a due livelli, elevata dietro al muro del santuario. Dal sito archeologico, situato a quasi mille metri d'altitudine, si gode un panorama incantevole sulla vallata del fiume Trigno.

È possibile effettuare delle visite guidate previa prenotazione con almeno 24 ore di anticipo.


Info e prenotazioni tel.349/1463920
 

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